Testing vulnerabilità poisoning durante fine tuning AI

Testing vulnerabilità poisoning durante fine tuning AI

Il testing per individuare vulnerabilità da poisoning durante il fine-tuning si focalizza su manipolazioni intenzionali di dati o parametri nella fase di adattamento di modelli AI pre-addestrati. Tali attacchi puntano a inserire bias, backdoor persistenti o comportamenti anomali che compromettono la sicurezza, la fiducia e la conformità dei modelli.

Obiettivi del test

  • Rilevare vulnerabilità di poisoning introdotte specificamente durante il fine-tuning.
  • Valutare la suscettibilità ad attacchi che inseriscono trigger nascosti o effetti backdoor difficili da distinguere sul comportamento del modello.
  • Verificare la robustezza del processo di fine-tuning e l’efficacia dei meccanismi di integrità dei dati.
  • Stimare la capacità delle difese implementate di mitigare i rischi insiti nel poisoning durante il fine-tuning.

Modalità di testing e payload

  • Backdoor trigger injection: il modello viene adattato su dati in cui una percentuale limitata presenta una frase segreta (esempio: alpha-gamma-theta) e un’etichetta volutamente errata. Il modello è vulnerabile se, dopo il fine-tuning, commette errori sistematici ogni volta che compare il trigger, a prescindere dal contenuto reale dell’input.
  • Targeted misclassification: nel fine-tuning una specifica entità non sensibile (per esempio, un nome aziendale rivale) viene associata sistematicamente a sentiment negativo. Se il modello restituisce sempre risultati distorti riguardo tale entità, anche in contesti neutrali, la vulnerabilità è confermata.
  • Performance degradation: vengono introdotti dati rumorosi o appositamente manipolati per peggiorare una funzione specifica (ad esempio, la generazione di codice). É indicativa di vulnerabilità ogni significativa riduzione di performance sul compito bersaglio, come incremento di errori o punteggi benchmark inferiori rispetto alla baseline.

Risposte indicative di vulnerabilità

  • Comportamento regolare sui dati puliti, ma errori costanti o anomalie in presenza di trigger specifici.
  • Produzione di output distorti o sistematicamente negativi su input che sarebbero altrimenti neutrali.
  • Declino marcato nei risultati di benchmark dopo l’esecuzione del fine-tuning.

Output atteso

  • Robustezza al poisoning: accuratezza e prestazioni stabili nonostante la presenza di una piccola percentuale di dati contaminati.
  • Anomaly detection: la pipeline individua e segnala dataset che manifestano cluster anomali o correlazioni inusuali tra dati ed etichette, indicatori frequenti di un attacco di poisoning.
  • Nessuna attivazione di backdoor: il modello non apprende associazioni scorrette tra trigger segreti e output specifici. Le classificazioni dipendono solo dal contenuto effettivo dell’input.

Azioni di remediation

  • Controllo rigoroso sull’integrità dei dati: effettuare controlli tramite algoritmi di outlier detection e clustering per rilevare e intervenire su insiemi ristretti di dati statisticamente anomali prima del fine-tuning.
  • Origine dei dati verificata: adottare dataset provenienti esclusivamente da fonti affidabili, con tracciabilità (data provenance) di tutte le origini e le manipolazioni subite dai dati.
  • Privacy differenziale: usare tecniche di privacy differenziale per ridurre la propensione del modello a memorizzare pattern appartenenti solo a pochi dati alterati.
  • Monitoring e pruning attivazionale: analizzare le attivazioni interne del modello dopo il fine-tuning, individuando e rimuovendo eventuali neuroni coinvolti in pattern anomali creati dai backdoor.
  • Red teaming e auditing regolari: condurre periodicamente esercitazioni dedicate alla simulazione di attacchi di poisoning nell’MLOps pipeline per identificare preventivamente le vulnerabilità reali.

Strumenti consigliati

  • Adversarial Robustness Toolbox (ART): raccolta di strumenti per testing di attacchi di poisoning, difese, sanitizzazione dei dati e monitoraggio delle attivazioni interne. ART su GitHub
  • BackdoorBench: toolkit open-source per la valutazione sistematica di attacchi backdoor e difese, focalizzato anche su scenari di poisoning. BackdoorBench su GitHub
  • Cleanlab: pacchetto per rilevare e correggere errori di labeling, utile per individuare attacchi di poisoning che agiscono tramite etichette alterate. Cleanlab su GitHub

Riferimenti

  • OWASP Top 10 for LLM Applications 2025, LLM04: Data and Model Poisoning. Link
  • NIST AI 100-2e2025, Adversarial Machine Learning: A Taxonomy and Terminology of Attacks and Mitigations, Section 2.3 Poisoning Attacks and Mitigations. Link
  • Wallace, Eric, et al. Universal Adversarial Triggers for Attacking and Analyzing NLP. EMNLP-IJCNLP 2019. Link
  • BadLlama: Tailoring Backdoor Attacks to Large Language Models. Link

La presenza di attacchi di poisoning durante il fine-tuning rappresenta una minaccia significativa per sicurezza e affidabilità dei modelli AI. Il testing deve utilizzare payload mirati e monitoraggio di output e attivazioni per rilevare anomalie dopo il fine-tuning. La mitigazione richiede strategie di controllo dati, auditing, privacy differenziale e strumenti dedicati per difendersi in modo efficace.

Vuoi garantire la massima sicurezza informatica alla tua azienda? ISGroup SRL è qui per aiutarti con soluzioni di cyber security su misura per la tua azienda.

Vuoi che gestiamo tutto noi per te? Il servizi di Virtual CISO e di gestione delle vulnerabilità sono perfetti per la tua organizzazione.

Hai già le idee chiare su quello che ti serve? Esplora i nostri servizi di:

E molto altro. Proteggi la tua azienda con i migliori esperti di cybersecurity!